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La rete elettrica di Cremona: Piano di sviluppo 2026 - 2030

  • La rete elettrica
  • Il Piano di Sviluppo
  • Lo scenario energetico

La rete elettrica a Cremona

Investiamo nella rete elettrica per accompagnare l’evoluzione della città

Cremona sta attraversando una fase di progressiva trasformazione del proprio sistema energetico. La diffusione della mobilità elettrica, l’elettrificazione degli edifici attraverso le pompe di calore, la crescita della generazione distribuita e lo sviluppo delle comunità energetiche stanno modificando il profilo dei consumi e i flussi di energia sul territorio comunale.
In questo scenario, la rete elettrica assume un ruolo sempre più centrale: deve garantire continuità, sicurezza e affidabilità del servizio, accompagnando al tempo stesso l’evoluzione della città e dei suoi fabbisogni energetici.

Per rispondere a queste esigenze, Unareti ha definito un Piano di Sviluppo dedicato alla rete elettrica del Comune di Cremona per il periodo 2026–2030. Il Piano prevede investimenti complessivi pari a 50 milioni di euro, destinati all’ammodernamento, al potenziamento e alla digitalizzazione delle infrastrutture di distribuzione elettrica cittadine.

Il Piano di Sviluppo

Gli interventi previsti sulla rete elettrica cittadina

Il Piano di Sviluppo 2026–2030 comprende un insieme coordinato di interventi su cabine elettriche, reti di media tensione e reti di bassa tensione. L’obiettivo è incrementare la capacità della rete, migliorarne l’affidabilità e renderla adeguata ai fabbisogni attuali e futuri della città.

Cabine primarie e cabine secondarie 

 

Il Piano prevede la realizzazione di una nuova cabina primaria entro il 2030, strategica per aumentare la disponibilità di energia elettrica e migliorare la distribuzione dei carichi sulla rete di Cremona.
Sono inoltre in valutazione due ulteriori cabine primarie, localizzate nelle aree Sud e Porto, per rispondere alle esigenze di sviluppo delle diverse zone del territorio comunale.

Accanto agli interventi sulle cabine primarie, sono previsti oltre 130 interventi sulle cabine secondarie, di cui circa il 20% relativi alla realizzazione di nuove cabine. Queste attività consentiranno di supportare l’elettrificazione dei consumi, favorire l’integrazione della produzione da fonti rinnovabili e garantire il trasporto dell’energia in condizioni di sicurezza e continuità.

Reti di media e bassa tensione 

Gli interventi sulla rete di media tensione interesseranno oltre 70 km di infrastrutture, attraverso attività di sviluppo, rinnovo e potenziamento finalizzate a migliorare l’affidabilità del servizio e a consentire la connessione di nuove utenze.
Sono inoltre previsti interventi su oltre 50 km di rete in bassa tensione, necessari per accogliere la generazione distribuita, abilitare le infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica e accompagnare l’elettrificazione degli usi energetici negli edifici.

Tra il 2022 e il 2025 abbiamo già realizzato a Cremona interventi su 14 km di rete in media tensione, 11 km di rete in bassa tensione e 16 nuove cabine secondarie. Il Piano 2026–2030 rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento della rete cittadina e richiederà un'organizzazione costante e un coordinamento continuo con gli enti coinvolti nei processi autorizzativi, al fine di garantire un’attuazione efficace delle opere pianificate.

Dati utili
1

Nuova cabina primaria prevista

2

Ulteriori cabine primarie in valutazione

+130

Interventi sulle cabine secondarie

circa 20%

Quota di nuove cabine secondarie

+ 70km

Rete in media tensione interessata

+ 50km

Rete in bassa tensione interessata

Lo scenario energetico

Le sfide che guidano il nostro piano di investimenti

Il Piano di Sviluppo nasce dall’analisi delle trasformazioni in corso nel sistema energetico locale. Nei prossimi anni Cremona sarà interessata da una crescita dei fabbisogni elettrici, legata in particolare all’aumento dei veicoli elettrici e dei punti di ricarica, alla diffusione delle pompe di calore e allo sviluppo della generazione distribuita.
Le previsioni indicano un possibile incremento della punta di carico fino al +15% al 2050. A questo si aggiungono numerose richieste di nuove connessioni in media tensione, sia in prelievo sia in immissione, che nel complesso superano gli 80 MW.

Queste dinamiche richiedono una rete sempre più robusta, flessibile e digitale, capace di integrare nuovi carichi, accogliere la produzione da fonti rinnovabili e garantire continuità del servizio.
 

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